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La colonia-scuola per bambini e
                               ragazzi diabetici 2003

 Un duplice obiettivo

La nona colonia consecutiva organizzata dall’Associazione Ticinese per i Diabetici (ATD) si è svolta, come ormai tradizione, alla Perfetta di Arzo, a partire dal 15 giugno, subito dopo la chiusura delle scuole, per una durata di quindici giorni.
 

Vi hanno partecipato quindici ragazzi, assistiti da ben sedici persone.

Quest’anno è risultato più facile che gli anni precedenti trovare il personale qualificato indispensabile per la realizzazione di una colonia complessa e articolata come la nostra. 
Per lavorare assieme allo staff storico della colonia costituito dal dottor Giacomo Simonetti, medico pediatra, da Heidi Oester capo infermiera pediatrica CRS e Stefano Wagenbauer, infermiere CRS, un nuovo medico neodiplomato, il dottor Mattia Rizzi e ben due infermiere pediatriche già diplomate CRS e cinque allieve della Scuola Superiore in Cure Infermieristiche hanno chiesto e ottenuto di partecipare

Viene così attribuito un riconoscimento spontaneo da parte del mondo medico e infermieristico alla validità e alla qualità del lavoro da noi svolto in questi nove, impegnativi, anni. Accanto al carattere formativo nella gestione del diabete per i ragazzi viene ora riconosciuto quello formativo nella gestione dei piccoli pazienti diabetici da parte del personale medico e paramedico. Non esiste infatti all’infuori della colonia, un luogo in cui così tanti bambini e ragazzi diabetici siano osservabili assieme, giorno e notte, per un periodo così lungo.

La nostra équipe si completava con cinque bravissimi e sensibili monitori, di cui due col diabete loro stessi che, con un impegno e con delle capacità di prim’ordine, hanno svolto un lavoro pedagogico di alto valore educativo.

 Con la colonia 2003 gli obiettivi del nostro lavoro diventano così in modo chiaro due, entrambi primari:

a)    col primo, quello di sempre, intendiamo conferire a bambini e ragazzi una conoscenza approfondita della loro malattia e di tutte le misure terapeutiche necessarie per affrontarla in modo corretto e autonomo (Vedi anche il piano pedagogico pubblicato per esteso

    sul “ giornale dei diabetici ” del settembre 2002);

b)    col secondo, vogliamo permettere al personale sanitario di ogni livello, dal medico all’assistente di cura, passando per le dietiste e le infermiere/i, di approfondire la loro formazione e la loro capacità di curare nel migliore dei modi il diabete di tipo 1.
In particolare di conoscere:

- il diabete giovanile a livello pratico e diretto;

- cosa comporta la gestione del diabete, per la famiglia ed il bambino, 
  osservando quest’ultimo all’infuori di una struttura
  ospedaliera;

- l’organizzazione che il bambino deve considerare nella normalità
  quotidiana ed in altre attività meno tranquille quali: vacanze,  
  sport intenso, gite scolastiche, campi scout, uscite al ristorante, ecc.

        - i limiti e le risorse fisiche e psichiche di questi bambini;

        - la corretta alimentazione, adeguata alla patologia e all’età, su 
          istruzioni della dietista specialista della colonia;

 di agire:

        - insegnando e/o correggendo la tecnica per il controllo della glicemia 
          e la somministrazione dell’insulina, con siringhe, penne;

        - intervenendo in modo adeguato in caso di crisi, ipo e iper-glicemie,
     sia di notte che di giorno;

         e di imparare:
         - ad apprendere come sorvegliare un bambino diabetico durante tutte   
           le sue attività;

- ad insegnare al bambino la sua patologia, la terapia e i rischi, ecc;

     - a rendere i bambini più sicuri ed indipendenti nelle varie tecniche.

Un’uscita impegnativa: Gardaland

Camuffata, per i bambini, da escursione spensierata e gioiosa, l’uscita al parco divertimenti di Gardaland, è stata un severo banco di prova per tutta la struttura della colonia.

Preparata con cura durante la settimana precedente, durata dal risveglio delle cinque fino a mezzanotte, l’uscita da un mondo ovattato, controllato e sicuro come quello della Perfetta, ha permesso a tutti, bambini, personale sanitario e monitori, di valutare sul campo la validità degli insegnamenti impartiti in modo teorico e pratico, il loro apprendimento ed il loro grado di assimilazione da parte dei bambini.

Per meglio evidenziare le problematiche e cercare di prevederle nel migliore dei modi, Gardaland è stata preceduta da due “ prove “ non meno impegnative: un giorno con pic-nic alla piscina di Carona e un’escursione al Monte Generoso con pranzo speciale, al ristorante della Vetta.

L’organizzazione che un ragazzo diabetico deve attuare per uscire dalla routine quotidiana è oggetto di attento studio nella nostra colonia scuola, considerate anche le grandi esigenze di versatilità e di mobilità che questi ragazzi incontreranno, fra non molto, alla loro uscita sul mondo del lavoro.

Prima di tutto, indispensabile, occorre prepararsi mentalmente, poi badare al materiale tecnico: il necessario per la glicemia con un numero sufficiente di striscette, quello per le iniezioni, le insuline, il glucagone per un’eventuale ipoglicemia. Prima di partire occorre inoltre iniettarsi l’insulina, valutandone attentamente il consumo previsto durante il viaggio, modificandone eventualmente la quantità in più o in meno, là dove lo si ritiene necessario.  Il numero dei pick dev’essere aumentato per tenere sotto controllo nel migliore dei modi la glicemia sull’arco della giornata e in funzione delle attività.

Il pranzo al ristorante è sempre un’incognita: la stima delle quantità presentate sul piatto dal cameriere, i condimenti diversi, i cibi inusuali, le bibite e altro ancora non aiutano a tenere la glicemia entro valori normali. 

A Gardaland inoltre, con il Magic Mountain (ottovolante), il Blue Tornado, il Colorado Boat, lo Space Vertigo, la Magic House e tante altre proposte da stress, l’adrenalina, ormone antagonista dell’insulina, la fa da padrone e non semplifica certo le cose. 

L’attenzione dei ragazzi sulla loro glicemia deve restare vigile durante tutta la giornata, aiutati dai nostri bravissimi medici e infermieri sempre intenti a leggere i glicemici attuali, a confrontarli con quelli precedenti e a proporre correzioni con succhi di frutta, mele, sbarrette e anche insulina.

 L’ambiente alla Perfetta

La nostra tradizionale équipe, guidata dal dottor Giacomo Simonetti e dall’infermiera pediatrica Heidi Oester, l’ambiente conosciuto della magnifica Perfetta, la bravura di tutto il personale sanitario, della cucina e degli animatori, l’affiatamento e le molte sinergie collaudate, hanno favorito e permesso lo svolgersi della colonia-scuola nel migliore dei modi.

Sveglia, non troppo presto, glicemia, iniezioni e colazione. Poi le lezioni teoriche di diabetologia con lo staff medico. Della seconda parte della mattinata erano responsabili gli animatori, con lo sport ed i lavori manuali.

Glicemie, iniezioni e pesatura del cibo sotto l’occhio attento delle allieve infermiere precedevano il pranzo, sempre ottimo grazie alla bravura di Diego, il cuoco, e di Vanja, la dietista.

Pomeriggio: in prevalenza attività sportive, piscina, passeggiate, Olimpiadi, calcio. Solo se necessario si concludevano i lavori manuali iniziati il mattino. A metà pomeriggio lo spuntino, sempre gradito, con le solite imprevedibili ipoglicemie.

A cena lo stesso rito del mezzogiorno. Poi la serata: tranquillizzante, condotta in modo sempre magistrale dagli animatori, alcuni dei quali diabetici loro stessi e altri con un recente corso Cemea.

Prima di coricarsi ancora misure, valutazioni, iniezioni e spuntini. Poi tutti nelle camere dove si discuteva, si leggeva e si rideva e infine si dormiva.

La notte era dei medici e delle infermiere che si alzavano alle due e alle quattro per controllare i casi a rischio stimati sulla base delle glicemia serali.

Come sempre innumerevoli sono state le ipoglicemie ma grazie all’attento controllo praticato con perizia dai medici, mai una è stata grave.

 Il valore aggiunto della colonia

Gli obiettivi prefissati sono stati raggiunti: alcuni bambini, che non ne erano in grado, hanno imparato a farsi la glicemia e le iniezioni da soli, gli altri hanno perfezionato le loro tecniche ed acquisito ulteriore sicurezza.

Tutti hanno avuto modo di conoscere i microinfusori, portati da due ragazze che rappresentano, a mio modo di vedere, il futuro a medio termine.

 L’auspicata autonomia nella gestione del diabete è stata raggiunta da tutti i ragazzi ed il personale sanitario ha avuto a sua volta occasione per conoscere la malattia. Anche i genitori si sono rilassati, almeno per un po’.

La colonia termina quindi con questi due valori aggiunti: autonomia dei ragazzi e formazione del personale, che offre alla società.

 Ringraziamenti

Il nucleo fondante della colonia è ormai diventato una famiglia affiatata e affezionata in grado di coinvolgere e responsabilizzare le nuove leve che sempre più numerose chiedono di compiere degli stages da noi perchè riconosciuti dalla scuola da loro frequentata.

Grazie a Giacomo, Heidi e Stefano, Vanja, Diego, Ester, Elisabetta, Daniele e Maura. E grazie anche alle new entry 2003: Mattia (nuovo medico), Nadia, Samantha, Francesca1, Francesca2, Antonella, Livia, Fabienne, Lara1 e Lara2.

Grazie anche a coloro, anonimi e no, che ci aiutano tangibilmente, con dei soldi, indispensabili per mantenere e sviluppare la nostra colonia.

 

Prof. Enzo Pfister

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